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Aa.Vv. I libri del mese. Cosa abbiamo letto a ottobre e cosa stiamo leggendo in redazione
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rivista studio

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Rocco Ronchi Critica del pasolinismo. L’ideologia italiana. “Pasolini” a quarant’anni dalla morte

Non di Pier Paolo Pasolini vorrei parlare ma del pasolinismo, vale a dire di un’ideologia diffusasi a macchia d’olio nell’Italia dei quarant’anni successiva alla sua morte. Questa ideologia si è nutrita, ripetendola come un ritornello, della concettualità prodotta dal Pasolini “corsaro” in articoli e interventi pubblici che non hanno certo bisogno di essere qui ricordati. Se il poeta Pasolini, il cineasta Pasolini, lo scrittore Pasolini possano poi essere effettivamente ridotti al pasolinismo è questione aperta sulla quale è perlomeno prudente non pronunciarsi […]

doppiozero

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Niccolò Scaffai Il ritorno di Parise

Avevamo perso di vista Parise. Non parlo delle sue opere, quasi classici sempre letti, o citati, come Il prete bello, il romanzo del ’54 che consacrò il successo dello scrittore vicentino, allora venticinquenne; o come le due serie dei Sillabari (riunite nel 1984). Parlo delle relazioni, dell’ambiente culturale in cui l’autore è vissuto e che ha contribuito a creare: avevamo trascurato, cioè, non l’individuo Parise, ma il suo posto nel paesaggio […]

le parole e le cose

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Mario Domenichelli Remo Ceserani. L’ambizione di cambiare le cose

Ricordo, di Remo, la benevolenza, e quella sua capacità di accordarsi, di entrare in sintonia con gli altri. Ricordo tutti gli incontri a tre, con Pino Fasano, per preparare il Dizionario dei temi letterari, e per discutere delle voci che via via ci arrivavano dai collaboratori. Ne ricordo la forza di carattere del tutto dissimulata. Ne ricordo l’intelligenza, anche pratica, davvero fuori dal comune. Ne ricordo, con divertimento – la finimmo a ridere – qualche impuntatura, una in particolare, a proposito della natura traduttiva dei Vangeli (ma non ricordo più quale fosse esattamente il punto). Ne ricordo l’amicizia, della quale ancora lo ringrazio […]

doppiozero

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Andrea Cortellessa Giorgio Vasta, contento dei deserti

Lo sapevate che Snoopy ha due fratelli? (Io non lo sapevo; tra fratelli e sorelle il bracchetto dei Peanuts ne conta, in effetti, addirittura sette.) Sono agli estremi, Olaf e Spike: il primo, obeso e un po’ tonto, è del tutto embedded nella comunità umana; il secondo è invece scheletrico e, viceversa, ha scelto di separarsi da tutto: se n’è andato nel deserto, in un posto dal toponimo parlante, Needles, dove filosofeggia sulla propria solitudine («Non voglio che più nessuno soffra a causa mia») dialogando coi cespugli, i cactus, i sassi levigati dalle raffiche di vento – per i quali ostenta una devozione che può ben dirsi amore.

le parole e le cose

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