venerdì 2 settembre 2016

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Maria Callas e Pier Paolo Pasolini sul set di “Medea”

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Gli articoli più interessanti nelle pagine culturali dei quotidiani di venerdì 2 settembre 2016

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la repubblica

Concita De Gregorio Sulla barca dell’amore tra Pasolini e la Callas. Nei giorni della Mostra del cinema è attraccata al Lido di Venezia l’imbarcazione appartenuta allo scrittore che ospitò il soprano sul set di “Medea”. Oggi è diventata una fabbrica di progetti e di cooperazione sociale

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Antonio Gnoli “Perché l’uomo è un animale empatico”. Un libro-conversazione del padre dei neuroni specchio Giacomo Rizzolatti con Antonio Gnoli racconta la scienza delle emozioni  [ministero pubblica istruzione]

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la repubblica – il venerdì

Luigi Zoia Le lettere di Freud fanno scoprire Binswanger   [il portale dell’ebraismo italiano].

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la stampa

Mario Toscano Anche l’Omnibus di Longanesi faceva il saluto romano. Lo storico Ivano Granata mostra che, nonostante la genialità la rivista non si discostò mai dalla linea politica del fascismo  [sistema universitario pisano]

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il manifesto

Manuela De Leonardis Contraddizioni per immagini. Un incontro a Venezia con Ferdinando Scianna, in occasione delle mostre «René Burri. Utopia» e «Ferdinando Scianna. Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo» alla Casa dei Tre Oci di Venezia (fino all’8 gennaio 2016), parlando di fotografia, architettura e cucina  [il manifesto]

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il messaggero

Cristina Marconi McEwan, l’Amleto in grembo. È un feto l’io narrante di “Nutshell” (guscio), quindicesimo romanzo del grande scrittore britannico che mette al centro dei pensieri di un “non ancora nato” gli intrighi familiari dell’adorata madre Trudy. Lei vuole uccidere il padredel protagonista con la complicità di un immobiliarista senza scrupoli. Così «essere o non essere» diventa: «Nasci e agisci» [ministero pubblica istruzione]

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il mattino

Titti Marrone Foer e l’insostenibile pienezza della vita  [il portale dell’ebraismo italiano]

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avvenire

Fulvio Panzeri Safran Foer: se la famiglia ha i suoi terremoti [il portale dell’ebraismo italiano]

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il foglio

Giulio Meotti Il falò delle vanità evoluzioniste. Tom Wolfe fa a pezzi “Charlie” Darwin: “Non ci ha spiegato perché siamo i soli a parlare”. Il grande scrittore americano smonta un altro tabù: “E’ il linguaggio, non l’evoluzione, il responsabile del progresso umano”  [sistema universitario pisano]

venerdì 2 settembre 2016

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