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Foucault1803

Tullio Pericoli Michel Foucault

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Maurizio Ferraris Lo stato dell`arte. Fredrich Nietzsche.

Nell’autunno 1888, alla vigilia del crollo psichico che nel gennaio 1889 lo consegnerà alla follia, Nietzsche scrive l’Anticristo, Ecce Homo, Il crepuscolo degli idoli, Il Caso Wagner, Nietzsche contra Wagner. Dell’Anticristo scrive: “Nei prossimi due anni dovrò far compiere i passi necessari per far tradurre l’opera in 7 lingue: la prima edizione in ogni lingua, circa un milione di copie”.

Chi fa questi progetti è un uomo isolato, che ha stancato o esasperato i suoi vecchi amici e colleghi.

I suoi rapporti sono ormai tutti virtuali, passano appunto attraverso libri e lettere con cui spesso cerca di entrare in corrispondenza con le celebrità della sua epoca, con i nomi che legge sul giornale, esattamente come farebbe un blogger di oggi, un illuso alla ricerca del best seller.

Il miracolo è tuttavia che quest’uomo, quando non saprà più nulla di sé, diventerà una celebrità internazionale ancora in vita (morirà nel 1900).

Sara’ messo in musica da Strauss, dipinto da Munch, cantato da D’Annunzio, e ispirerà letteratura, filosofia e arte del Novecento – da Mann a Heidegger ad Adorno, da Foucault e Deleuze al leader dei Doors Jim Morrison – più di ogni altro pensatore.

Ma, allora, chi è Nietzsche?

Ne parleranno con Maurizio Ferraris Giuliano Campioni, ordinario di Storia della filosofia all’Università di Pisa, e Carlo Gentili, ordinario di Estetica presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna.

Giuliano Campioni tratteggerà il ritratto del pensiero del grande filosofo parlando della sua formazione e suo rapporto con la filologia e la musica; Carlo Gentili illustrerà le diverse fase della fortuna di Nietzsche nel Novecento.

Nello spazio si discuterà dell’attualità di un pensatore che voleva essere “inattuale”.

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Maurizio Ferraris Lo stato dell`arte.  L`esserci ancora di Michel Foucault.

Foucault è, per così dire, un filosofo-secolo, nel senso che nella sua vita relativamente breve (muore a 58 anni) attraversa le stagioni fondamentali del pensiero del Novecento, senza restare legato alla contingenza di un’epoca, se è vero che ancor oggi è letto e commentato da giovani che quando è morto, nel 1984, non erano nati.

Ne ricorderanno il pensiero insieme a Maurizio Ferraris Stefano Catucci, docente di Estetica all’Università di Roma La Sapienza, e Laura Bazzicalupo, docente di Filosofia politica presso l’Università di Salerno.

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