domenica 17 gennaio 2016: la Repubblica

metamorfosiDiNarciso

Salvador Dalì Metamorfosi di Narciso

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Gli articoli più interessanti nelle pagine culturali dei quotidiani di domenica 17 gennaio 2016:

la repubblica

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★ Marino Niola Il santo e il porco. Ogni scherzo vale. Oggi, Sant’Antonio Abate, comincia anche la più grassa delle tentazioni: il carnevale. Tra vita, morte e miracoli ecco spiegato il come e il perché

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Maria Pia Fusco Alejandro González Iñárritu. L’incontro. Revenant. L’infanzia in Messico, la voglia di viaggiare (a diciassette anni imbarcato per un giro del mondo), di scoprire nuove prospettive dalle quali osservare. E la scelta di farlo attraverso il cinema “ma solo perché con la mia vera passione, la musica, avevo fallito”. Il premio Oscar con “Birdman” (e ora con dodici candidature per “Revenant”) si racconta in un albergo romano assediato dalle fans per la presenza di Leo DiCaprio: “Quello che voglio veramente fare con il mio lavoro non è documentare la realtà, per quello penso che vada assai meglio la televisione. Quello che cerco io è la nostra metafisica. In altre parole è il mistero e non la verità”.

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Simonetta Fiori  Femminismo off-line. Gloria Steinem, storica attivista dei diritti delle donne lancia l’appello: ringrazio la rete e ciò che ha fatto ma è ora di riportare il nostro corpo nel mondo reale. Ha ragione? La rivoluzione politica incominciata dalla riscoperta della propria fisicità è cresciuta attraverso il web. Che ora però rischia di riportare tutto in una sfera privata. Da Lea Melandri a Luisa Muraro a Cristina Comencini riflessioni su una contraddizione

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Melania Mazzucco Ma anche un blog può ridarci la parola dopo anni di silenzio

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⇒ Antonio Gnoli Giulia LazzariniStraparlando. La guerra, l’esilio a Riccione, l’amore per il teatro e le occasioni perse, come quella con Visconti. L’attrice musa di Strehler si racconta. “È meglio essere un po’ meno artisti ma essere un po’ più felici”  [repubblica]

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★ Massimo Recalcati La follia di Narciso divenuta trappola del nostro tempoI tabù del mondo/2. L’epoca in cui viviamo ha esaltato la figura raccontata da Ovidio come emblema di un soggetto che basta a se stesso e che vorrebbe annullare la dipendenza dall’Altro. L’Io è diventato il nuovo idolo pagano altrettanto superstizioso di quelli che la ragione critica dell’illuminismo è riuscito a smascherare  [unipi]  [1-Edipo: ariannaeditrice]

domenica 17 gennaio 2016: la Repubblica

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