I grandi della letteratura italiana

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I GRANDI DELLA LETTERATURA ITALIANA

La Storia della Letteratura sfogliata in Tv da Edoardo Camurri. Da Dante a Pasolini, i versi e le parole dei maggiori autori italiani. Da lunedì 9 novembre in prima serata su Rai5.

Dal “divino” poeta al creatore dei “Promessi Sposi”, dal fondatore della narrativa italiana all’“uomo di pena”: Dante e Manzoni, Boccaccio e Ungaretti. E molti altri, autori simbolo della grande produzione poetica e narrativa del nostro Paese. Sono “I grandi della letteratura italiana”, il nuovo programma di Rai Cultura in onda da lunedì 9 novembre in prima serata su Rai5. Un programma da sfogliare come un libro e da “leggere” insieme a Edoardo Camurri, autore – insieme a Errico Buonanno, Michele De Mieri e Tommaso Giartosio – di questa nuova produzione realizzata con il coordinamento editoriale di Angela Taraborrelli e la supervisione del Comitato Scientifico composto dai professori Carlo Ossola, Gabriele Pedullà e Luca Serianni.  

Protagonisti, attraverso le proprie opere, venti grandi della letteratura. Nella prima serie, intitolata “Dalle origini all’Ottocento”, obiettivo su Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Foscolo, Manzoni, Leopardi, Carducci, Verga, Pascoli. Nella seconda, “Il Novecento”, ci sono, invece, Svevo, D’Annunzio, Pirandello, Ungaretti, Gadda, Montale,  Pavese, Morante, Calvino, Pasolini.

In ogni puntata Camurri – insieme ad un suo ospite – ripropone la trama del principale capolavoro di ciascun autore.  E’ il punto di partenza per un viaggio che tocca vita, opera, poetica, lingua e stile, e fortuna di ciascuno dei grandi. Un racconto arricchito dalle letture affidate a Licia Maglietta, che ne cura in modo particolare l’interpretazione, e l’intervento di due critici, per scoprire ciò che si deve assolutamente sapere su quell’autore, ma anche per ricevere un punto di vista diverso, spunti inediti, suggestioni. Tra i nomi: Marco Belpoliti,  Alfonso Berardinelli, Piero Boitani, Lina Bolzoni, Simona Costa, Giulio Ferroni, Matteo Marchesini, Massimo Onofri, Amedeo Quondam, Marco Santagata, Emanuele Trevi.

In ciascuna puntata vi sarà anche il contributo di una voce autorevole del passato, selezionata dalle Teche Rai, come Vittore Branca su Boccaccio o Natalino Sapegno su Leopardi.

Per la scenografia, infine, “I grandi della letteratura italiana” si affida a una città italiana significativa per la vita o per l’opera dell’autore, come Bologna per Carducci, o Venezia per Foscolo, o ancora Napoli per Boccaccio; oppure a luoghi particolarmente evocativi come la Città ideale di Buzzi per Ariosto o i giardini di Bomarzo per Leopardi.

Dante
 

9 novembre 2015
1. DANTE ALIGHIERI  [la puntata]
Dante è un poeta plurale. L’erede di numerose tradizioni culturali, ma anche lo sperimentatore di tutte le possibilità della parola poetica e dell’invenzione letteraria. L’intellettuale direttamente impegnato in politica, che alla crisi della politica dedica le sue profezie più sferzanti. Uno tra i maggiori poeti d’amore, ma anche il grande cantore dell’amor sacro. Abbiamo dedicato un’attenzione speciale alla Commedia, e in particolare all’episodio di Ulisse (nell’Inferno) e alla visione di Dio alla fine del Paradiso.
Le riprese sono state effettuate a Firenze: il racconto del grande poema, in particolare, è stato ambientato nell’antico Museo della Specola, che con le sue cere anatomiche, la sua vasta collezione zoologica e il suo osservatorio astronomico offre un correlativo della vastità di orizzonti del grande poema.
Critici: Alfonso Berardinelli; Marco Santagata
Ospite: Sergio Givone
Luoghi: Firenze (in particolare: Casa di Dante, Palazzo Vecchio – Torre di Arnolfo, Museo della Specola)
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Francesco_Petrarca_1
 
 
16 novembre 2015
2. FRANCESCO PETRARCA  [la puntata]
Francesco Petrarca è l’intellettuale più famoso e ammirato del suo tempo. La sua poesia latina e il suo recupero dei classici dell’antichità, che apre la grande stagione dell’umanesimo, ne fanno l’idolo delle corti. Ma a questo successo si accompagna una modernissima angoscia. Emblema di questa scissione dell’io è la storia d’amore con Laura: la donna che incarna prima la bellezza terrena, poi – dopo la sua morte – l’esigenza di un profondo riscatto morale. E’ questo Petrarca “segreto”, in lingua italiana, l’autore che ancora leggiamo.
Come location si è scelto il Campidoglio a Roma, muovendoci tra gli spazi della Roma classica – è qui che Petrarca ricevette la laurea poetica, il premio Nobel dell’epoca – e il dorso boscoso in cui viene rievocata la poesia del Canzoniere. 
Critici: Lina Bolzoni, Amedeo Quondam
Ospite: Valentino Zeichen
Luoghi: Campidoglio (in particolare: Sala Giulio Cesare, cortile palazzo dei Conservatori, Monte Caprino) 
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Boccaccio.jpg
 
23 novembre 2015
3. GIOVANNI BOCCACCIO  [la puntata]
Giovanni Boccaccio: il fondatore della narrativa italiana. L’autore che, più di ogni altro, ha capito la funzione e l’importanza delle storie per l’umanità. Per Boccaccio l’arte del narrare non è solo svago ed intrattenimento, ma pilastro della società. La puntata si concentra sul Decameron (e in special modo sulla prima novella della prima giornata, quella di Ser Ciappelletto) per descrivere al meglio il tentativo dell’autore di tracciare una grande commedia umana, a completamento della commedia divina dantesca.
La location scelta è Napoli, la città in cui Giovanni Boccaccio trascorse la giovinezza, entrando in contatto con il mondo dei mercanti e le sue storie, e il teatro perfetto della grande commedia universale.
 
Critici: Giulio Ferroni, Amedeo Quondam
Ospite: Maurizio De Giovanni
Luoghi: Napoli (in particolare: Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, Basilica di San Lorenzo Maggiore, Spaccanapoli)
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Ariosto
 
30 novembre 2015
4. LUDOVICO ARIOSTO   [la puntata]
Ludovico Ariosto è l’autore che ha messo in scena il contrasto tra sogno e realtà, tra mondo concreto e mondo ideale, tra carne e fantasia. Funzionario di corte, governatore in Garfagnana per conto della famiglia d’Este, fu al tempo stesso capace di rivoluzionare il poema epico creando, con il suo Orlando Furioso, un meccanismo di inesauribile meraviglio e narrazioni che si autogenerano. 
La location scelta è la Scarzuola, la città ideale costruita da Tomaso Buzzi. Un luogo che richiama i progetti di città ideale rinascimentali e che, proprio come il Furioso, sembra raccogliere in un unico luogo architetture, simboli, luoghi di ogni tempo, facendoli convivere.
 
Critici: Lina Bolzoni, Giulio Ferroni
Ospite: Licia Troisi
Luoghi: La Scarzuola, ovvero la città ideale di Tomaso Buzzi
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Foscolo
 
14 dicembre 2015
5. UGO FOSCOLO   [la puntata]
Ugo Foscolo è un uomo in fuga. Da Zante a Venezia, da Venezia all’Italia napoleonica, da questa all’Inghilterra dove morirà. Ma più Foscolo resta catturato nei dilemmi dell’età della Rivoluzione della Restaurazione, più gli si chiarisce un punto di riferimento ideale: l’eredità di bellezza e virtù che ci viene dalla classicità greco-latina. Così la poesia assume una funzione civile insostituibile. Il neoclassicismo diventa in lui prassi politica.
Il luogo delle riprese è Venezia, con la sua bellezza fuori del tempo, e in particolare la casa della famiglia Foscolo, il Museo storico navale, e la tomba di Canova (artista per molti versi “parallelo” a Foscolo) nella Basilica dei Frari.
 
Critici: Matteo Marchesini, Amedeo Quondam,
Ospite: Gian Mario Villalta
Luoghi: Venezia (in particolare casa di Foscolo in Campo de le Gate, Museo storico navale, Basilica dei Frari)
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21 dicembre 2015 In onda: 21:16 – 22:14 Durata: 58 minuti
6. ALESSANDRO MANZONI  [la puntata]
Manzoni è un classico così istituzionalizzato che spesso ci sfugge la sua tesa, bruciante modernità. Basta pensare alla sua riflessione sul rapporto tra storia e storie, dal Primo maggio all’Adelchi ai Promessi sposi. Fino a che punto è legittimo inventare storie (questione quanto mai attuale, nei nostri tempi di fiction e reality)? E poi: il sogno progressista di indirizzare la storia in una nuova direzione è forse un’altra “invenzione”, un’utopia senza fondamento? Grandi domande, che l’orizzonte della fede pone in una prospettiva drammatica. 
La location prescelta è Milano: la sala manzoniana della Biblioteca nazionale braidense; le terrazze del Duomo, per rendere lo sguardo manzoniano sul sacro e sul potere; e il deposito costumi della RAI, per raccontare la problematica dell’invenzione romanzesca attraverso i costumi dello storico sceneggiato I promessi sposi.
Critici: Giulio Ferroni, Amedeo Quondam
Ospite: Luca Doninelli
Luoghi: Milano (in particolare: Biblioteca Braidense, Pinacoteca di Brera, terrazze del Duomo, deposito costumi Rai)
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28 dicembre 2015 In onda: 21:16 – 22:11 Durata: 55 minuti
7. GIACOMO LEOPARDI
Sarà vero che Leopardi è il cantore della negatività e del pessimismo? O non sarà più corretto descriverlo come il poeta di un’altra grande forza, il Desiderio? Poeta passionale, dunque. Poeta affamato di vita. Poeta troppo innamorato della vita per non essere condannato all’insoddisfazione. La puntata racconta la vita del grande autore, facendo di tutto per rispettare la sua stessa volontà: concentrarsi sul pensiero, e non sulla sua tragica vita privata.
La location scelta è il Parco dei mostri di Bomarzo, quasi la messa in scena di pietra del mondo dell’immaginazione in cui il giovane Leopardi cercava rifugio dalla realtà.
 
Critici: Simona Costa, Matteo Marchesini
Ospite: Eraldo Affinati
Luoghi: Giardini di Bomarzo
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 4 gennaio 2016 In onda: 21:16  Durata: 46 minuti   [la puntata]
8. GIOSUE’ CARDUCCI
Il poeta nazionale, il poeta che generazioni di studenti hanno dovuto imparare a memoria, oggi sembra essere confinato a un ruolo di secondo piano. Eppure Carducci ha incarnato in ogni aspetto, nel bene e nel male, la nostra nazione in un momento cruciale: quello del passaggio dai fervori rivoluzionari dell’età unitaria alla normalizzazione dello Stato umbertino. Riscoprire Carducci significa così riscoprire chi siamo
La location scelta è Bologna: la Bologna accademica, rispettabile, ottocentesca del Carducci ufficiale, e quella rivoluzionaria e giacobina del Carducci dei primi anni
 
Critici: Giulio Ferroni, Matteo Marchesini
Ospite: Tullio De Mauro 
Luoghi: Bologna (in particolare: Aula Carducci e Museo della Specola presso Università di Bologna, Teatro Anatomico nel Palazzo dell’Archiginnasio, Casa di e monumento a Carducci). 
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9. GIOVANNI VERGA
Giovanni Verga è già uno scrittore di successo quando la sua vita viene rivoluzionata dalla scoperta di un nuovo modo di narrare. Abbassando lo sguardo riesce ad adottare nei suoi romanzi e racconti, a partire da Rosso Malpelo, una voce collettiva popolare. Eppure proprio l’autore che ha raccontato con straordinaria adesione la vita dei ceti bassi, e ne ha denunciato le durissime condizioni di vita, respingerà duramente qualsiasi apertura al socialismo. 
Per le riprese si è puntato sull’autenticità: l’Aci Trezza dei Malavoglia, con i suoi splendidi faraglioni, e la rocca di Aci Castello. Ma a queste ambientazioni si affiancano il Teatro Bellini e l’Archivio Storico Comunale a Catania, per raccontare le complesse scelte di rappresentazione e teatralizzazione compiute da Verga.
Critici: Piero Boitani, Giulio Ferroni
Ospite: Dacia Maraini
Luoghi: Aci Trezza (Casa del Nespolo), Aci Castello, Catania (archivio storico del Comune e Teatro Massimo V. Bellini)
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10. GIOVANNI PASCOLI 
 
Rileggendo il Novecento poetico italiano risalta l’importanza della figura di Giovanni Pascoli. La sua poesia ha germinato più influenze di quanto non è immediatamente visibile: Montale e Pasolini, per fare due nomi così diversi.
Pascoli si forma sulla tradizione classica, sarà un eccellente poeta in latino, e man mano avvicina la sua sensibilità a quella del simbolismo europeo. All’inizio le luttuose vicende famigliari hanno determinato una prevalenza di temi mortuari, legami fra il mondo dei vivi e quello dei morti, poi il suo rapporto con la natura ha liberato un verso dal carattere eminentemente musicale, da Myricae ai Canti di Castelvecchio, fino ai saggi sulla poesia e sul ruolo del poeta, imponendosi come un autore più che mai moderno.
Il racconto di questo “Grande” della nostra letteratura si svolge nelle mura, a lui care, della sua residenza di Castelvecchio, a Barga in Garfagnana. Tra le famose tre scrivanie, la biblioteca, l’altana che si affaccia sulla vallata e il giardino in cui amava passeggiare ascoltando il verso degli uccelli. In questo luogo pascoliano abbiamo portato un ospite, un poeta, Claudio Damiani, che rinnova la lezione di Pascoli.
 
Critici: Giulio Ferroni, Matteo Marchesini 
Ospite: Claudio Damiani
Luoghi: residenza di Pascoli a Castelvecchio e Barga in Garfagnana.
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11. ITALO SVEVO 
 
Svevo è la modernità che irrompe nella nostra letteratura da un luogo periferico come la Trieste, per molti anni della vita dello scrittore, ancora austroungarica. La sua figura, con una formazione così atipica per la nostra tradizione letteraria: eminentemente tedesca all’inizio e poi tecnica – Svevo fu un commerciante per gran parte della sua vita – rappresenta una novità assoluta. Il rapporto con James Joyce prima e poi con le teorie di Freud segnano la sua maturità che dopo i primi due libri, Una vita e Senilità, sfocia in quel capolavoro assoluto del Novecento, non solo italiano, che è La coscienza di Zeno. Ironia, malattia, cura, guarigione, sono le tappe dell’autobiografia che Zeno Cosini scrive su indicazione del suo psicanalista.
Trieste con le sue bellissime piazze, i suoi caffè letterari, il porto, le biblioteche, i musei, con le tracce di Joyce e della psicanalisi, sono il centro del nostro racconto del “Grande” Svevo nella sua città. Ospite della puntata è lo scrittore triestino Mauro Covacich.
 
Critici: Alfonso Berardinelli, Giulio Ferroni
Ospite: Mauro Covacich
Luoghi: Trieste (in particolare: Piazza Unità d’Italia, Biblioteca civica, statua di Svevo a Piazza Hortis)
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12. GABRIELE D’ANNUNZIO
Poeta aulico, alto, inimitabile. E al tempo stesso scrittore di mercato, inventore di slogan pubblicitari, curatore del mito pubblico di se stesso. Chi è stato davvero Gabriele D’Annunzio? Il Vate guida della nazione, o il personaggio da rotocalco? Probabilmente entrambe le cose, perché D’Annunzio è stato fondamentalmente il creatore della letteratura contemporanea: il primo a capire che lo scrittore deve mettere in gioco la propria figura pubblica e addirittura il proprio corpo in quello che scrive.
La location scelta è il Vittoriale degli Italiani, la grande villa sul lago di Garda che è un monumento di pietra allo scrittore e un racconto di ciò che è stata la sua vita.
 
CRITICI: Piero Boitani, Emanuele Trevi
Ospite: Giordano Bruno Guerri
Luoghi: Vittoriale presso Gardone Riviera
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13. LUIGI PIRANDELLO  
L’avanzare delle masse, la perdita dell’identità personale, il crollo delle vecchie certezze, la relatività, la psicoanalisi… tutti questi temi essenziali per capire il Novecento vanno a comporre la poetica di Luigi Pirandello. Un autore che ha minato dall’interno la letteratura e il teatro borghese italiano, rispettandone le forme per ottenere esiti rivoluzionari. 
La location è lo Studio Pirandello, la casa romana in cui il grande drammaturgo ha lavorato e vissuto nei suoi ultimi anni di vita, e il Bunker Soratte, un vero bunker della seconda guerra mondiale, che, accostato all’ambiente borghese dello Studio Pirandello, è capace di creare un contrasto tipicamente pirandelliano tra forma e sostanza.
 
Critici: Massimo Onofri, Simona Costa 
Ospite: Roberto Andò.
Luoghi: Roma (Studio Pirandello e Bunker Monte Soratte)
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14. GIUSEPPE UNGARETTI
Ungaretti è il poeta che ha saputo restituire alla parola la sua potenza originaria. L’ha fatto congiungendo due esperienze contrapposte: il festoso, radicale rinnovamento dei canoni artistici europei compiuto dalle avanguardie storiche cosmopolite, e la fine di quel sogno con il durissimo attraversamento della prima guerra mondiale nelle trincee italiane. Poi verranno l’adesione al fascismo e, sul piano artistico, il ritorno all’ordine. Ma la cifra di Ungaretti sarà sempre la sua vitalità di eterno viaggiatore, la freschezza che congiunge le poesie giovanili del Porto sepolto alle immagini del vecchio poeta ancora innamorato.
Come location abbiamo scelto il Carso dell’Allegria, dove il poeta fu testimone dell’orrore, e il porto antico di quella che è forse la più europea tra le città italiane, Trieste.
 
Critici: Piero Boitani, Giulio Ferroni
Ospite: Flavio Santi
Luoghi: Trieste (in particolare: Porto vecchio, Museo Revoltella); il Carso, Sagrado (parco di Ungaretti, in part.: villa Hohenlohe, e ponte sull’Isonzo).
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15.  CARLO EMILIO GADDA 
[sinossi Camurri] 
Critici: Marco Belpoliti, Giulio Ferroni
Ospite: Daniela Ranieri
Luoghi: Museo Guatelli, Collecchio, Parma.
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16.  EUGENIO MONTALE
Pochi altri poeti al mondo hanno saputo rappresentare il sentimento del proprio tempo con la precisione di Eugenio Montale. Il suo “male di vivere” è stato la risposta dell’individuo alle barbarie di massa che il secolo breve andava preparando. Dagli Ossi di seppia a Le Occasioni, da La Bufera a Satura, Montale si è imposto subito come poeta canonico della tradizione novecentesca italiana. Dal simbolismo iniziale fino all’ironia nera delle ultime raccolte i versi di Montale ci accompagnano nell’atto di guardare il mondo con l’occhio della grande poesia.
In due delle tre città della sua vita abbiamo filmato il racconto dell’opera di Montale. A Genova: fra le vie strette, al borgo marinaro di Boccadasse, fino all’acquario, dove i bellissimi e insieme mostruosi pesci in vasca, sembrano delle nuove muse poetiche. E poi a Milano: il “Corriere” in via Solferino dove Montale lavorò per molti anni e il teatro Alla Scala, dove fu critico musicale. Il critico e scrittore Giuseppe Marcenaro, ospite della puntata, ci ha poi raccontato l’animo genovese del poeta.
 
Critici: Matteo Marchesini, Giulio Ferroni
Ospite: Giuseppe Marcenaro
Luoghi: Genova (Borgo marinaro Boccadasse, Acquario); Milano (il Corriere a via Solferino, Teatro alla Scala).
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17.  CESARE PAVESE 
Negli anni bui del fascismo, nelle maglie della sua censura a volte accadevano miracoli, come la pubblicazione dei primi libri di Cesare Pavese e la fondazione della casa editrice Einaudi. Accadeva a Torino, la città che Pavese ha messo al centro dei suoi libri, insieme all’altra metà del suo mondo: le Langhe, e la via di mezzo che è la collina torinese. Dai versi narrativi di Lavorare stanca al romanzo Paesi tuoi, gli inizi di Pavese mostrano subito uno scrittore di razza. E’ lo stesso che come traduttore e critico ha letterariamente “scoperto l’America”, i suoi grandi scrittori, gli spazi infiniti, il vitalismo e la violenza delle grandi città americane e degli spazi extra urbani. Il mito americano incontra presto i miti della civiltà contadina, poi quelli della grande tradizione occidentale, in primis quella greca. Nascono i Dialoghi con Leucò e poi gli altri romanzi come Il diavolo sulle colline e La luna e i falò. 
Torino e il suo Museo del Cinema, ci hanno aiutato a raccontare l’incontro fra il piemontese Pavese e la cultura americana, e poi non potevano mancare i posti delle Langhe, la Santo Stefano Belbo di molte delle sue opere. Ospite della puntata è Ernesto Ferrero, piemontese, scrittore, per anni editore e direttore del Salone del libro di Torino.
 
 
Critici: Marco Belpoliti, Emanuele Trevi
Ospite: Ernesto Ferrero
Luoghi: Torino (in particolare: Museo del Cinema); Santo Stefano Belbo.
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18.  ELSA MORANTE 
[sinossi Camurri]
 
Critici: Alfonso Berardinelli, Emanuele Trevi
Ospite: Marino Sinibaldi
Luoghi: Roma (Foro di Largo Argentina, Testaccio) 
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19.  ITALO CALVINO 
Quanti mondi possibili ha immaginato Italo Calvino? Quanta ricerca di una visione chiara per mostrare quel mondo che la sua scrittura tiene sempre ad una distanza emotiva e fisica insieme? Calvino che nasce come narratore già post resistenziale, anche se di Resistenza parlano molte delle sue prime storie, e poi accende la fantasia per andare indietro nel tempo insieme ai suoi Antenati: Baroni, Visconti e Cavalieri. Una letteratura fantastica che si accompagna parallelamente a racconti realistici: come La speculazione edilizia e La giornata di uno scrutatore. Poi la lunga navigazione stellare delle Cosmicomiche fino agli approdi combinatori del Castello dei destini incrociati, del capolavoro intatto che ancora è Le città invisibili. Accanto al narratore, c’è poi l’editore, il lettore attento di libri altrui, il saggista, fino agli ultimi libri sulla lettura, Se una notte d’inverno un viaggiatore, e sul futuro della cultura, Le lezioni americane.
Dove raccontare il labirinto di questo autore se non dentro a un labirinto reale? L’immagine dei sentieri, che è già nel titolo del suo primo libro? A Fontanellato, vicino Parma, c’è un amico di vecchia data di Italo Calvino, l’editore Franco Maria Ricci, ospite della puntata, che ha messo a disposizione il suo labirinto per raccontare il padre di Palomar.
 
Critici: Lina Bolzoni, Marco Belpoliti
Ospite: Franco Maria Ricci
Luoghi: Il complesso del Labirinto della Masone Fontanellato (Parma)
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20. PIER PAOLO PASOLINI
E’ morto quarant’anni fa Pier Paolo Pasolini ma, da un lato, è come se fosse sempre stato presente nei dibattiti culturali di tutti questi anni. Con la sua voce, con i suoi articoli corsari, con le sue accuse alla televisione, alla scuola, al Palazzo. Pasolini è stato l’intellettuale italiano più esposto, ha subito svariati processi, è stato contestato, ha impersonato il ruolo del poeta dialettale, poi di quello civile, è stato il romanziere del sottoproletariato romano, il regista di un cinema di poesia, un critico straordinario. La sua morte, oltre che privarci del suo ingegno, ci ha privato di molta parte della sua opera che è finita in secondo piano rispetto alle teorie complottiste di questi anni, rispetto ad un uso strumentale delle sue analisi. Restituire Pasolini ai lettori è il senso della puntata girata sul Tevere, nel cuore della città che come pochissimi altri lo scrittore ha raccontato: da quella monumentale a quella periferica. Ospite della puntata lo scrittore Nicola Lagioia, vincitore dell’ultimo Premio Strega.
 
Critici: Alfonso Berardinelli, Matteo Marchesini.
Ospite: Nicola Lagioia
Luoghi: Banchina del fiume, da Nord verso Sud, fino all’altezza del Tevere a San Paolo, verso il ristorante Biondo Tevere.
I grandi della letteratura italiana

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