domenica 29 novembre 2015: la Repubblica

Tabucchi2617

Tullio Pericoli Antonio Tabucchi

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Gli articoli più interessanti nelle pagine culturali dei quotidiani di domenica 27 novembre 2015:

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la repubblica

Edgar Morin Un Medio Oriente libero e tollerante torniamo al sogno di Lawrence d’Arabia. Nel Califfato storico convivevano popoli e religioni diverse. Il colonialismo costruì Stati artificiali che si sono dissolti e incendiati dal fanatismo. Ma il terrorismo è una formula vuota che si sconfigge togliendogli le ragioni    [moked]

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Wlodek Goldkorn Ma la libertà non era dietro l’angolo. Intervista a Svetlana Aleksievic. Il racconto dei destini di uomini e donne durante la guerra e, oggi, di cosa vuol dire vivere (e scrivere) ai tempi di Lukashenko e di Putin. Alla vigilia del suo viaggio a Stoccolma, dove ritirerà il premio Nobel per la letteratura, confessa: “Avrebbero dovuto darlo a Kapuscinski”

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Fabio Gambaro Lévi-Strauss. Un antropologo a New York. L’inedito. Tribù metropolitane. Fuggito dalla Parigi nazista l’autore di “Tristi tropici” si rifugiò tra i grattacieli di Manhattan. E in queste lettere ai genitori ne raccontò usi e costumi   [moked]

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Marino Niola A lezione di pensiero selvaggio                        [moked]

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Arianna Finos  Alejandro Amenábar.   È di horror che si cibava da piccolo: “Alle elementari mentre gli altri guardavano i cartoni, io vedevo ‘L’esorcista’”. È grazie all’horror che si è fatto conoscere nel mondo: “’The Others’ fu un vero incubo: la mia prima volta in inglese, la prima volta della Kidman in Spagna, gli attori bambini”. Ma è affrontando il tema della morte che il regista cileno ha vinto l’Oscar: “Girare ‘Mare dentro’ ha cambiato tutti quelli che lavoravano sul set”. Ora è con un altro horror che torna nelle sale (anche italiane). E così a quarantasette anni riflette sulle origini di un’ossessione: “C’entra il golpe in Cile, la religione cattolica e i miei vicini di casa a Madrid”.

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Guido Mazzoni Esiste ancora la controcultura? C’erano una volta i futuristi che scagliavano versi contro lo spirito borghese, i punk che facevano del loro corpo un messaggio anarchico, la street art che trasformava le città in opere di rivolta sociale Poi letteratura, tatuaggi, piercing, murales sono diventati “normali”. Benvenuti nel secolo mainstream. Concepiti per sconvolgere un borghese che non esiste più, i gesti bohémien sono depotenziati. “Nell’epoca in cui le masse vogliono sembrare anticonformiste”, scriveva Warhol “l’anticonformismo dev’essere prodotto per le masse”

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Stefania Parmeggiani “Il mercato ha stravinto ma i ventenni di oggi saranno i nuovi ribelli”. Intervista a Nanni Balestrini

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⇒ Antonio Gnoli Maria José de Lancastre. “Il mio amore per Tabucchi protetto dal fantasma di Pessoa”Straparlando. Una vita tra Portogallo e Italia, tra la passione letteraria per lo scrittore di Lisbona e quella coniugale. La critica e traduttrice si racconta

domenica 29 novembre 2015: la Repubblica

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