domenica 8 novembre 2015: Corriere della Sera – La Lettura

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Carlo Carrà Il cavaliere occidentale, 1917

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Gli articoli più interessanti nelle pagine culturali dei quotidiani di domenica 8 novembre 2015:

corriere della sera – la lettura

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Pierluigi Battista La società delle Paure. Le conseguenze del benessere. Aveva ragione Chesterton: quando l’uomo ha smesso di credere in Dio, ha iniziato a credere a tutto. Meteo e vaccini, carni rosse e romanzi: siamo diventati talmente ansiosi che vediamo pericoli da ogni parte. Di più: il timore di offendere impone censure  [unipi]

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⇒Edoardo Boncinelli Homo naledi. Gli «anelli mancanti» non mancano affatto. Circa 1.500 reperti di una specie umana ignota, ritrovati di recente in Sudafrica, aprono nuovi scenari di ricerca. Un genetista e un paleoantropologo esaminano le conseguenze di una svolta nello studio dell’evoluzione  [unipi]

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Giorgio Manzi Homo naledi.  Un ramo dei cespugli che conducono a noi  [miur]

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Ida Bozzi Gli interpreti della letteratura. Sono i traduttori di Roth, Pamuk, Carrère, Mo Yan. Un po’ detective, un po’ esploratori: qui raccontano trappole e sfide del loro lavoro

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⇒ Cristina Taglietti Non chiamatelo Ismaele. Ottavio Fatica ha ritradotto «Moby-Dick». I segreti e le soluzioni della nuova versione del capolavoro di Melville pubblicato da Einaudi. «È un trattato scientifico, un poema gnostico. C’è Shakespeare, c’è l’ira. Pavese non capì»

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Giulio Giorello Nessuno tocchi avidi e viziosi. L’economista libertario Walter Block difende anche poligami e contrabbandieri contro la smania di proibire

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Paolo Di Stefano I versi sono Don Chisciotte nel mondo. Giuseppe Conte celebra il potere della scrittura poetica e del mito «contro l’imbarbarimento». E giudica colleghi e romanzieri di oggi

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→ Arturo Carlo Quintavalle Tutte le metafisiche di Ferrara: qui nacque la nuova pitturaPalazzo dei Diamanti ospita una retrospettiva sugli anni cruciali della Prima guerra mondiale, che radunò in città una generazione di grandi interpreti, a partire da de Chirico

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Fabio Deotto I neuroni si specchiano al cinema. Un film ci coinvolge più di un fatto reale? Un saggio indaga i meccanismi neurologici (non solo tecnici) di immedesimazione. Vittorio Gallese e Michele Guerra Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze Raffaello Cortina

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→ Donatella Di Cesare Heidegger no global. Il vero bersaglio del filosofo tedesco è l’orizzonte del liberalismo planetario. Sbaglia chi difende in maniera acritica l’autore di «Essere e tempo», ma anche chi ne reclama il ripudio. Le intuizioni su pubblicità e segreto, l’interesse per l’ideale comunista, il disprezzo verso il «vuoto americanismo». In questo intervento scritto per «la Lettura», la filosofa Donatella Di Cesare anticipa i temi principali del suo nuovo saggio Heidegger & Sons (Bollati Boringhieri, pagine 148, 13), che esce in libreria giovedì 12 novembre

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domenica 8 novembre 2015: Corriere della Sera – La Lettura

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