domenica 11 ottobre 2015: Corriere della Sera – la Lettura

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Gli articoli più interessanti nelle pagine culturali di domenica 11 ottobre 2015:

corriere della sera

Pietro Citati L’abissale vertigine del disprezzo. Attenti al «Topo»: detesta la mente, la ragione, la parola. È il protagonista del libro di Emanuele Trevi. Anticipazione: il romanzo «Il popolo di legno» (Einaudi Stile libero)

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Roberto Cingolani Precisione al potere   [unipi]

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corriere della sera – la lettura

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Francesco Piccolo Aboliamo lo «storico». Incontri politici, autogol,  romanzi, ricette e baci: tutto è diventato epocale. Pensiamo di trovarci al centro di tutto. Dobbiamo essere un po’ più sospettosi  [unipi]

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Federico Fubini Maschi, bianchi e sempre gli stessi: l’immobile Top 200 degli economisti  [unipi]

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Walter Siti Senza una scuola né eredi Pasolini è rimasto solo. Gli sviluppi della letteratura italiana non sono stati in sintonia con la sua poetica. Da un certo punto di vista resiste Roberto Saviano, ma Saviano non ha la stessa fiducia folle nella lingua   [unipi]

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Paolo Di Stefano Pier Paolo Pasolini. Contro i capelli lunghi e la réclame dei jeans. Una penna apocalittica. Gli scritti giornalistici

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Amedeo Feniello Quattro profumi cambiarono l’Occidente. Muschio, ambra, zafferano, zibetto. E il Medioevo scoprì la cura del corpo. Dal mondo islamico una rivoluzione del costume e del gusto

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Serena Danna Se fai il moralista in Rete sei cattivo. Jon Ronson ha raccolto in un libro le storie di personaggi pubblici e semplici cittadini le cui vite sono state distrutte a causa di campagne via Twitter. È la rinascita della gogna pubblica: «Chi si scatena crede di compiere il bene. Invece è un massacro: soltanto l’empatia può salvare dalla vergogna»  [zeroviolenza]

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Fabio Deotto Più Stephen King che Dickens. La trama secondo Netflix. Il 22 ottobre arriva il nuovo servizio tv on demand. Così cambia il modo di scrivere (e guardare) le serie. All’inizio c’era il feuilleton, poi il palinsesto, poi «Lost» e i suoi fratelli. Ora gli autori devono concepire l’intera opera come un corpo unico, senza la possibilità di aggiustamenti in corsa

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Massimo Gaggi L’idealista Kissinger travestito da cinico. Il primo volume della biografia scritta da Niall Ferguson contraddice i luoghi comuni sul più famoso capo della diplomazia americana. Ma arriva al 1968, prima dell’ascesa al potere. La fuga dalla Germania nazista, gli studi di geopolitica, la collaborazione con Kennedy e Johnson, il giudizio molto negativo (ma poi rivisto) su Richard Nixon  [moked]

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Francesco Cevasco Chi ha ucciso lo scacchista Alekhine? Il detective Maurensig è tornato. L’autore de «La variante di Lüneburg» in libreria con «Teoria delle ombre», un romanzo che non ha nulla da invidiare al capolavoro: stile asciutto, scrittura sincera, sentimenti che turbano

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Roberto Galaverni Il canto libero del futuro ha 92 anni. Francia. La produzione in versi sembra soffocata, non emergono voci nuove. Molto più vitale è un grande vecchio come Yves Bonnefoy: lo rivela il suo «Digamma»

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Antonio Debenedetti Alcol, amori, molte chiacchiere. Andavamo al caffè (letterario). Attenti alle definizioni che non rendono giustizia: quei luoghi sono stati confessionali, atelier, postriboli. I massimi cantori del ’900? Hemingway e Flaiano. Una mostra a Milano e un volume di illustrazioni ripercorrono i locali frequentati e immortalati dagli scrittori. Una civiltà quasi estinta

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Marco Goldin Van Gogh e Munch, lacrime di stelle. Dolore e colore: il curatore che ha (re)inventato le esposizioni sull’impressionismo ha visto l’allestimento di Amsterdam

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Cristina Taglietti C’era una volta Pinocchia. Una grande mostra a Milano dedicata al personaggio di Collodi. La traduzione in dialetto meneghino. E un rarissimo racconto francese con una bambola parlante

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Maurizio Porro Arthur Miller capì tutto: la crisi dell’America (cioè della società di oggi). Il periodo di assenza dalle scene italiane sembra finalmente terminato. Il commediografo riconquista la ribalta (a cent’anni dalla nascita e dieci dalla morte). Perché ha ancora molto da dire. Non solo il «Commesso». In cartellone anche «Uno sguardo dal ponte» e il poco conosciuto «Il prezzo»

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Paolo Valentino Alla Russia serve un re. Parla il regista Nikita Mikhalkov «Il liberalismo non fa per noi». L’autore di «Sole ingannatore» e «Oci Ciornie» compie 70 anni il 21 ottobre. Qui racconta di Putin («Leader straordinario»), della democrazia («Non possiamo applicare il sistema belga o svizzero»), di sé («Sono un hooligan, non un maestro»)

domenica 11 ottobre 2015: Corriere della Sera – la Lettura

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