mercoledì 17 giugno 2015

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Gli articoli più interessanti nelle pagine culturali dei quotidiani di mercoledì 17 giugno 2015

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Bernardo Valli L’Europa senza Fraternité   [zeroviolenza]

la repubblica

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Julia Kristeva Stranieri alla deriva senza voce né diritti l’ultima sfida dell’Occidente. I migranti sono la cicatrice più profonda della globalizzazione: non li trattiamo come cittadini e, alla fine, nemmeno come uomini

la repubblica

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Enrico Franceschini Il Grande gioco che ci condanna alla sconfitta.  Tra passato e presente, l’infinita partita a scacchi dell’Occidente in Afghanistan vista dallo storico William Dalrymple: “Oggi ripetiamo gli errori di oltre un secolo e mezzo fa”

la repubblica

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Alberto Arbasino Ecco Venezia un po’ Weimar un po’ biscuits. Cartoline dalla città lagunare. Dalla Biennale al museo Correr. Dalla Fondazione Cini alla collezione Guggenheim      [zeroviolenza]

la repubblica

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Gian Antonio Stella Tomaso Montanari. Il giusto lavoro del critico che si offende di rado [miur]

corriere della sera

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Gabriele Proglio La fabbricazione di un impero. Saggi. «L’Africa in casa», di Valeria Deplano, per i tipi di Mondadori-Le Monnier. La propaganda coloniale fascista serviva non solo per le mire espansionistiche, ma anche per rinforzare un immaginario di rigenerazione [manifesto]

il manifesto

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Alessandro Zuccari E l’editore disse: la poesia è finita   [miur]

avvenire

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Luca Gallesi Il ‘900 di Jünger, tempo di rovine atee e cristiane [moked]

avvenire

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Katia Ippaso La vita delle chanteuses come in un romanzo   [zeroviolenza]

cronache del garantista

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Edoardo Camurri #Joycesuischarlie Ragioni colte e non per cui l’“Ulisse” ha molto da
dirci su satira religiosa e matrimoni omosessuali [moked]

il foglio

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Pier Francesco Borgia Skinner, viaggio nella libertà dagli antichi greci alla Grecia. Si conclude un ampio progetto sulle diverse concezioni del rapporto tra potere e individuo  [giornale]

il giornale

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Luca Gallesi “Macchine e intelligenze artificiali possono diventare una gabbia”. Forse non supereranno mai il cervello umano, ma potrebbero far scordare all’uomo parti importanti di se stesso. E chi controlla i controllori delle nuove tecnologie?   [giornale]

il giornale

mercoledì 17 giugno 2015

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