giovedì 12 marzo 2015

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Emmanuel Carrère

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Le pagine culturali più interessanti nei quotidiani di giovedì 12 marzo 2015

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Adriano Sofri L’innocenza armata dei bambini terroristi. Il ragazzino dell’Is che uccide nel video sarebbe francese

la repubblica

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Massimo Recalcati Così trasformano l’innocenza nel crimine più efferato

la repubblica

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Elena Dusi “Il bosone di Higgs è solo il primo passo ora affronteremo l’universo oscuro”. Il Nobel Carlo Rubbia commenta la riaccensione dell’acceleratore del Cern che riparte con energia doppia

la repubblica

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John Swinton Due chiacchiere col signor Marx e i suoi nipotini. Nel 1880 un giornalista americano incontrò l’autore del “Capitale”. Ecco l’articolo inedito in Italia

la repubblica

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Massimo Gaggi Figli d’America, tempo scaduto. Appena uscito negli Usa, il nuovo saggio del politologo Robert Putnam, «Our Kids», è già un caso: la degenerazione del tessuto sociale è un’emergenza, bisogna agire subito senza aspettare dotte diagnosi

corriere della sera

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Maria Baudino Intervista ad Emmanuel Carrère. Nel Regno di San Paolo io mi sento Sancho Panza

la stampa

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Sandro Chignola Il nemico snob della diaspora. «Exodus » dello studioso inglese Paul Collier. Un volume dove le comunità dei migranti sono un elevato costo sociale. Mentre gli ingressi vanno limitati in nome del mercato

il manifesto

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Nicole Martina Da Ellroy a de Kerangal, da Carrère a Clément. Si inaugura domani per chiudersi domenica all’auditorium di Roma, «Libri come»

il manifesto

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Matteo Marchesini Smisurati ombelichi. Gli insulsi scrittori-mondo e i loro adepti-lettori. Moresco, Bolaño, Von Trier? Un Rino Formica li sputazzerà

il foglio

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Antonio Gurrado Perché l’Italia trasmette in differita l’editoria inglese? Piccola indagine. Roald Dahl, David Lodge, Hilary Mantel? Vent’anni di ritardo

il foglio

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Maurizio Crippa Dov’è finito il nord che lavora? Il libro rivelatore di Berta su un declino industriale e politico iniziato decenni fa (leggere in filigrana)

il foglio

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Francesco Perfetti Dubbi e ricordi di Salandra. Così l’Italia entrò in guerra. Primo ministro fra il marzo 1914 e il giugno 1916 fu lui, con Sonnino, a «pilotare» il Paese dalla neutralità all’intervento a fianco dell’Intesa. Ristampate le memorie dell’uomo politico

il giornale

giovedì 12 marzo 2015

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